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Una tiepida mattinata di settembre da' il benvenuto ai ragazzi della 1°F!
Come state? Come è iniziata la nuova avventura? Compagni nuovi...le prof...
Ma prima di raccontarmi, vi invito a seguirmi verso l'Area Didattica Natura, luogo dell'attività di oggi.
Qui, in cerchio, dopo le doverose presentazioni, vediamo di capire cosa è per voi un Parco.
Mi dite che è un luogo dove ci sono boschi, prati, dove ci si può rilassare, svagare e dove vivono gli animali.

Tutte cose giustissime, ma è anche un centro per la biodiversità.
Cosa significherà secondo voi questa parola? "Bè, di sicuro è una parola composta..." afferma uno di voi.
Esatto, composta da bio e diversità. "Ma è la stessa bio di biologia?" chiedete. Certo! Quindi abbiamo a che fare con qualcosa di vivente e per la precisione con le diverse forme di essri viventi.
Dovete sapere che gli scienziati naturalisti, per determinare se un luogo è sano oppure no, censiscono, quindi contano, le diverse specie di esseri viventi presenti in un luogo. PIù specie diverse sono presenti, più è alto il grado di biodiversità, più un luogo naturale è sano.
Il vostro compito oggi sarà quello di capire quali e quante specie viventi diverse sono presente nell'Area Didattica Natura.
Analizzeremo due habitat diversi: il bosco e il prato. Ci divideremo in 4 gruppi. Ogni gruppo avrà il compito di osservare e raccogliere tante più particolarità riuscite a trovare. Attenzione però, ad ogni oggetto raccolto assegnerò un punteggio da 1 a 4 a seconda della rarità. Vediamo chi vince tra noi e la 1°E!
Via alla ricerca!
Prima nel bosco....
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...qualcuno mi chiama perchè è riuscito a scovare un tronco con i segni di alimentazione di un picchio....

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una tana di un topolino...

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...un fungo in solitaria con delle lamelle molto pronunciate...

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...una piuma...

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Dopo ci spostiamo nel prato e vicino agli stagni....

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...ma attenzione! Su un albero c'è un caco!

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E nascosto tra le foglie, immobile, sperando che nessuno lo noti un piccolo bruco...

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....occhio a non calpestare la cavalletta!

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Ora controlliamo la vostra raccolta. Mi avete portato: una foglia di fico, un tarassaco, un piccolo pidocchio di un filo d'erba, un bruco verdissimo, un grillo, una foglia di rovo, il frutto dell'ontano, delle bacche rosse ed allungate, una foglia mangiata da un bruco, un ramo con un fungo bianco, una piccola felce, la foglia e i semi della tifa, una corteccia di quercia con dei funghi, delle bacche bianche, il cappello di una ghianda di una farnia, una falsa fragola, la radice e la bacca della fitolacca, una piuma e una penna di cornacchia, un riccio di castagna, un nido, la tana di un topolino, un formicaio, del muschio giallo e verde, un melograno, un fiore peloso, una nocciola rosicchiata da un topolino, un fungo giallo, la bacca della rosa canina, un fungo con delle lamelle molto evidenti, un germoglio di una convolvolacea, dei lumaconi, il guscio di una chiocciola, la bacca del biancospino, una foglia rossa, un cerambicide, una rana e dei gerridi.
Benissimo! Siete riusciti a totalizzare 112 punti!! Direi che il grado di biodiversità è alto: l'ambiente sta bene!

Il lavoro da naturalisti oggi è terminato, ma prima di salutarvi vi voglio portare in un luogo magico e nascosto: i bunker Breda.
Dovete sapere che un tempo, quello che avete oggi sotto i vostri occhi era completamente diverso. Eh, sì, prima il Parco non esisteva: ha solo 40 anni! Prima c'era una fabbrica: la Breda. Questa ditta produceva aerei per la seconda guerra mondiale ed era la più importante di Milano. Avendo una produzione così delicata era oggetto di bombardamenti da parte degli alleati inglesi. Così, i proprietari decisero di costruire tutta una serie di gallerie di sicurezza dove gli operai potevano rifugiarsi. Questi sono i bunker. Noi andremo a vedere solo un piccolo tratto di quelli che si suppone esistano sotto al campo volo. Ma, ora scendiamo! Osservate bene l'ambiente che poi parleremo ancora un po'!
Una volta entranti rimanete subito colpiti dal freddo, dall'umidità e dal buio.
Arrivati nell'ultima stanza dei bunker, ci sediamo e osserviamo che la struttura di questi rifugi è proprio a galleria, questo perchè è più resitente rispetto a quella ad architrave. Inoltre, mi dite che il bunker è come una linea spezzata. Esatto! Questo perchè era più difficile poi trovare il punto esatto da bombardare.
Anche se per caso una bomba cadeva su un tratto del tunnel, l'eplosione veniva contenuta dalle porte tagliafuoco che chiudono ciascuna sezione del cunicolo. Queste, in acciaio, fanno da barriera alla deflagrazione.
Ma, il bunker non è solo un corridoio: ci sono anche delle stanze adibite chiaramente a bagni e zone di vettovagliamento.
Siete moloto coinvolti dal racconto a tal punto da fare un sacco di domande anche sulle emozioni che dovevano provare chi si ritrovava in questo luogo.
Purtroppo però, il tempo è finito, quindi salutiamo questo piccolo angolo di storia e riuscendo alla luce del sole ci dirigiamo verso gli zaini e l'area per il pranzo.
Allora alla prossima e buon inizio medie!

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