accoglienza

Gli amici della classe 1°D giungono al luogo dell'incontro con un leggero ritardo, ma sono comunque super entusiati e curiosi di sapere quale sarà il tema di oggi!
Bhe, oggi, vedremo di scoprire insieme quali sono i segreti che si celano dietro al Parco...perchè sotto gli strati d'erba e le radici degli alberi si nasconde una storia inaspettata...

Dall'entrata di via Suzzani ci spostiamo verso una collinetta e, ai suoi piedi, seduti a bordo di un canale, decidiamo di rifocillarci dopo la lunga camminata dalla fermata della linea 42. "Si sta proprio bene qui..." esclama una di voi...

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Con le pance piene, saliamo in cima alla collina. Qui, prendiamo posto al di sotto di un arco di glicini. Tutto attorno sembra un teatro... Sì, questo è il teatrino Breda. Attorno a noi oggi ci sono alberi, prati, cinguettio di uccellini e fruscio di serpenti...ma un tempo non era così. Il Parco Nord, un'area naturale protetta, è stato voluto dai comuni di Milano, Sesto, Bresso, Cusano e Cinisello. Intorno agli anni 70 gli allora sindaci, decisero di recuperare un'area dismessa e abbandonata creando il Parco. "Un'area dismessa?" Sì, qui, al posto del Parco Nord, luogo creato per proteggere e conservare la flora e la fauna sorgevano i capannoni della Breda.
La Breda era una fabbrica che durante la seconda guerra mondiale produceva aerei da guerra. Noi, ora, siamo seduti in quello che rimane del precedente carroponte della fabbrica. Qui, gli operai assemblavano le parti degli aerei. Pensate però che le colonne arrivavano fino a terra e l'area coperta dal carroponte era maggiore di quella attuale. "Ma come mai ci sono le colline? Milano non è in pianura?" chiede uno di voi. Queste colline sono state create con gli scarti degli altiforni, mischiate alla terra. La creazione di queste colline fu uno dei lavori fatti dal Parco per poter aumentare e diversificare gli ambienti. Gli scarti degli altiforni, grazie all'azione dei microrganismi e alle intemperie, si sono trasformati in una roccia presente solo al Parco: la marogna.

Bene, ma c'è una collina anche più alta....vediamo se riusciamo a scalarla!

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In cima si scorge qualcosa....

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Arrivati siete subito attratti da un monumento...ma sediamoci e cerchiamo di capire di cosa si tratta.
Durante la seconda guerra mondiale, all'inizio, l'Italia era alleata della Germania e condivideva con lei alcune politiche. In Germania, governava Hitler che impose la legge razziale: chiunque non apparteneva alla "razza ariana", avesse un'ideologia diversa o fosse semplicemente "scomodo" veniva portato nei campi di concentramento. Questi erano luoghi dove le persone, private della loro identità, venivano costrette a lavorare 12 ore al giorno, vivendo in condizioni di miseria e povertà. Questo le rendeva ben presto deboli e le portava alla malattia e alla morte. Così facendo si otteva lo scopo: l'eliminazione di coloro che erano considerati inferiori. 

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Alcuni operai della Breda, a causa delle loro ideologie politiche, vennero deportati nei campi. Qui, è stato messo a dimora un monumento che rappresenta il duro lavoro nei campi (le pietre- spesso venivano obbligati a lavorare nelle cave) e l'acciaio (simbolo della fabbrica a cui erano stati sottratti).Sono stati poste a dimora anche una serie di effigi con i nomi di tutti coloro che sono stati deportati.
In silenzio e con un velo di tristezza vi date un'occhiata attorno...

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Abbiamo scoperto che un tempo c'era una fabbrica, ma poi ecco, un mare di verde: il Parco! La fabbrica, alla fine della guerra, vista la scarsa richiesta di aerei, dopo un tentativo fallimentare della metropolitana su gomma, fallì. L'area fu abbandonata e solo negli anni 70 iniziò la bonifica: vennero tolte le macerie e iniziò la piantumazione. "Infatti gli alberi sono messi in fila" osserva qualcuno. Vero! Ottimi osservatori! Certo, per semplicità, i primi sono stati posizionati in ordine, ma poi la Natura ha fatto il suo corso e le simmetrie sono scomparse.  Gli alberi, grazie ai semi hanno ripreso quello che un tempo era loro.
Ma guardiamoci attorno...ci sono dei semi?
Troviamo ghiande....

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...delle bacche che colorano le mani, bacche di biancospino e di vite e semi di tarassaco.

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Proviamo ad osservarli..sono molto diversi tra loro. Questo perchè? La motivazione risiede nella dispersione! Gli alberi utilizzano diverse tecniche per spargere i loro semi. 
Possono usare l'aria: di solito i semi sono piccoli, leggeri e attaccati a delle ali o a delle piccole piume.
Possono usare l'acqua: i semi sono ricchi di camere d'aria che permettono loro di galleggiare
Possono usare gli animali: o sono contenuti in una ghiotta polpa succosa o sono fonte di cibo molto per piccoli roditori.
Osservando quelli raccolti, deduciamo che le ghiande vengono disperse grazie agli animali, lo stesso vale per le bacche di biancospino e quelle super colorate della fitolacca. Il tarassaco, invece, si avvale del vento.
Per la prossima volta dovrete provare a fare delle piccole ricerche su una delle piante i cui semi o le cui bacche abbiamo visto oggi o ad inventare una storia che abbia come protagoniste queste specie vegetali. Inoltre, consegnandovi un "pinolo gigante" come lo ha definito qualcuno, vi chiedo di racchiudere in esso tutti i vostri desideri per il Parco.
Il tempo a disposizione è quasi finito, ma prima andiamo ad osservare come il Parco è diventato uno scrigno di biodiversità, grazie alla creazione di alcuni specchi d'acqua...

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Purtroppo è giunto il momento di salutarci! Alla prossima!

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