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Le ultime sezioni della scuola di primo grado Franceschi giungono un pochino in ritardo al punto di ritrovo: il pullman della linea ATM è rimasto incolonnato per tutto il tragitto dietro al camion di AMSA!
Ma, per fortuna siete arrivati e pronti a scoprire la storia del Parco! Eh, sì, perchè oggi parleremo di storia andando a visitare i luoghi legati ad un passato non molto lontano.

Ci incamminiamo verso l'Area Didattica Natura, qui, in cerchio, dopo le dovute presentazioni capiamo che il Parco Nord è un'area naturale protetta: un luogo creato al fine di difendere la biodiversità qui presente. Ma, dovete sapere che il Parco non è sempre esistito, anzi! Prima qui era il regno dei campi coltivati e dei capannoni di una fabbrica: la Breda aereonautica specializzata nella costruzione di aerei da guerra durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il Parco è costellato di reperti risalenti a tale epoca. Il più visibile è quello nascosto nelle viscere della Terra sotto ai nostri piedi: i bunker Breda. 
Scendiamo e andiamo ad esplorarli....siete tutti molto colpiti ed affascinati da questo luogo....

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Arrivati nell'ultimo corridoio, ci sediamo e, rispondendo alle vostre curiosità scopriamo che:
- qui si rifugiavano solo le donne (gli uomini erano in guerra);
- la struttura è a linea spezzata per essere meno individuabile dagli aerei nemici. Tale struttura, inoltre, grazie anche alla presenza delle porte tagliafuco, impediva all'onda di deflagrazione di un'eventuale bomba di propagarsi in tutto il rifugio. Rimaneva, insomma, contenuta;
- le volte ad arco del soffitto sono molto più resistenti di quella ad architrave;
- a lato dei corridoi c'erano delle stanze di vettovagliamento dove venivano stipati dei viveri e dell'acqua;
- i viveri stipati erano costituiti da cibo in scatola per evitare che ammuffisse a causa dell'umidità;
- coloro che si rifugiavano erano costretti a rimanere al buio: non c'era l'elettricità e le lampade portate per l'illuminazione venivano rigorosamente spente per risparmiare ossigeno;
- sotto le porte tagliafuoco si trovano dei piccoli gradini: questi permettevano la chiusura ermetica delle stesse ed impediva il passaggio di ossigeno che avrebbe potuto alimentare le fiamme dell'esplosione;
- i muri dei bunker sono a righe perchè prima è stata fatta una struttura di legno con le assi e poi è stata fatta una colata di cemento armato.

Ma ora proviamo ad immedesimarci: se foste degli operai della Breda, costretti a rimanere qui sotto al buio, con il rumore delle bombe sopra le vostre teste e l'aria viziata...cosa provereste? Mi dite che provate: PAURA per il suono delle bombe sulle vostre teste, PAURA di morire, PREOCCUPAZIONE per i cari rimasti in superficie e RABBIA per la distruzione del lavoro e per essere impotenti di fronte ad una situazione di questo tipo.

E' giunto di riuscire al sole e di andare verso la seconda tappa: il teatrino.

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Questo luogo, ora usato dal Parco per rappresentazioni teatrali, un tempo era il carroponte della Breda. Qui risiedeva la macchina adibita al trasporto dei diversi materiali che giungevano alla fabbrica. Ma, se vi guardate intorno c'è qualcosa di strano...cosa? "Ci sono delle colline!" dice uno di voi. Esatto! Milano è in pianura ma qui ci sono colline...come mai? Dovete sapere che, nel 1975 quando la Regione ha ufficialmente costituito il Parco, gli architetti hanno deciso di creare degli ambienti variegati per far sì che un maggior numero di esseri viventi si potesse insediare. Così, utilizzando la terra e il carboncook (lo scarto degli altiforni della Breda) hanno realizzato le colline del Parco. Nel corso degli anni, però, è avvenuta una trasformazione: i resti del carboncook sono diventati una roccia presente solo al parco, la MAROGNA!
Bene, ma ora è il momento di salire sul punto più alto del Parco, ma non secondo il classico sentiero...pronti per l'avventura?

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Chi più agilmente e chi più goffamente, ma tutti raggiungono la cima e ci sediamo al cospetto del monumeto del deportato.
Qui, nel punto più alto del Parco, è stato posto un monumento in ricordo di tutti gli operai della Breda, della Falk e della Pirelli (altre acciaierie  della zona) che furono deportati e morirono nei campi di concentramento. Oltre ai loro nomi, è presente un vero e proprio monumento composto dalle pietre (simbolo del duro lavoro a cui i deportati erano sottoposti nei campi), dal ferro (simbolo delle fabbriche da cui venivano gli operai) e dalla terra dei campi di concentramento. Sì, perchè dovete sapere che durante la Seconda Guerra Mondiale, tutti coloro che venivano considerati diversi dalla concezione di Hitler della razza ariana, la razza perfetta, veniva deportati nei campi di sterminio. Qui, sottoposti a lavori massacranti, trovano la morte per malattie o per fame. Siete colpiti e contrariati al tempo stesso dal racconto: c'è chi addirittura non capisce come sia possibile che un pazzo del genere possa governare un paese. C'è chi invece, racconta di libri letti e di film visti con tema questo pezzo di storia.
Ma, ora, è giunto il momento di farsi suggestionare dal luogo...

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 Purtroppo vi devo salutare. Vi lascio e speriamo di vederci presto!

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